Il sorriso di Margherita Granbassi è trascinante. Sarà anche per questo che l’atleta triestina, residente a Terni, quando sale in pedana col suo fioretto, è sempre vincente. La sua ultima vittoria in termini cronologici risale a questo stesso mese di luglio, quando a Kiev (Ucraina) ha conquistato la medaglia d’argento agli Europei di fioretto. “Marghe” però va a Pechino come una delle atlete da battere visto che nelle ultime due edizioni dei Campionati del Mondo si è classificata prima a Torino nel 2006 e seconda a San Pietroburgo nel 2007. Pechino rappresenta la sua seconda chance olimpica e dopo quello che ha passato lo scorso inverno, per l’Isokinetic di Roma è un risultato straordinario la sua presenza in terra cinese. Perché qualche mese fa Margherita ha preso una decisione forte, fortissima.
Con un oro e un argento mondiali al collo, nell’anno della qualificazione olimpica, ha scelto di fare un intervento al ginocchio.
Quel ginocchio che si ruppe proprio il giorno prima della partenza per il suo primo campionato del mondo.
Lesione del legamento crociato allora.
Da allora sofferenza, sempre, perdita di tono muscolare e ora un nome che da solo spaventa: condropatia, severa.
Marghe è cosi, sorride - sorride sempre. E poi fa cose che spiazzano il mondo.
Solo i piu’ attenti riescono a notare che i suoi splendidi occhi luminosi a volte si inumidiscono, impercettibilmente, per un attimo, si velano.
Ma lei sorride. E stringe i denti. Ha fatto cosi’ quando il prof Ferretti le ha detto: Marghe, questo ginocchio ti farà sempre un po’ soffrire.
E non deve essere facile vedere che la stagione olimpica inizia e tu non ci sei.
Vedere che le tue avversarie si sfidano e tu non ci sei.
Tu sfidi l’isocinetica, il dolore, la fatica.
Tu sfidi la voglia di tornare a respirare il clima di gara, tu sfidi te stessa e il tuo dolore.
Sorridi a Salzburg, al ritorno in coppa del Mondo, quando vedevi i tuoi amici dell’Isokinetic farti il tifo ed applaudirti sul podio, che hai centrato al tuo ritorno.
Ma dai tuoi occhi mancava ancora quella luce.
Allora sei tornata di nuovo in piscina, in palestra, sotto le mani di Armando, sotto lo sguardo di Guido Brunetti, il preparatore della nazionale che ti seguiva sempre anche qui.
Sei tornata e ripartita, per l’Asia, per il Sud America, per gli Stati Uniti.
E la coppa del mondo finiva e il tuo ginocchio era sempre li, a farsi sentire. E in ogni messaggino si intravedeva che no, tu volevi di piu’.
Dopo un anno cosi’ hai deciso comunque di andare agli europei.
Sei partita con una spinta nuova, dopo aver parlato con il tuo staff medico, dopo aver visto i risultati strabilianti di un test isocinetico che non avremmo osato sognare, sei partita diversa.
Il mondo ha capito che sei tornata, con quella medaglia continentale stretta in mano.
E la luce finalmente si è riaccesa…
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