
Gioia Marzocca, nata a Lecco e residente a Napoli, è una di quelle sciabolatrici che trovi sempre nei piani più alti del podio, che siano europei, mondiali o olimpici. Il culmine, per adesso della sua carriera è stato ai Mondiali del 2003 quando vinse l’oro a squadre ed il bronzo individuale. Anche per lei l’approdo a Pechino è passato attraverso il quieto porto dell’Isokinetic Roma dove Gioia ha svolto un lavoro di riabilitazione a causa di una frattura da stress al sesamoide del piede destro.
Quando inizia un anno olimpico si fanno programmi, progetti, sogni.
E se al collo hai una medaglia mondiale, questi sogni sono ancora piu’ forti.
La stagione è lunga, le forze vanno dosate, i carichi di lavoro studiati a tavolino, i periodi di carico ben ponderati, niente deve turbare questa programmazione maniacale.
E invece c’è quel fastidio, quel dolore che va e viene, e poi non se ne va piu’, poi non ti fa piu’ camminare.
Tu, che nella tua energia, nella tua esplosività dirompente trovi la stoccata vincente, entri all’Isokinetic zoppicando vistosamente, con gli occhi gonfi e il cuore svuotato.
Quelle lastre che porti con te lasciano poche speranze: frattura da stress, recidiva.
Il campione di basket NBA Iao Ming, con la stessa diagnosi a distanza di pochi giorni, decide per l’intervento chirurgico.
Tu no, tu non puoi. Per te la Dottoressa Chozzi vuole costruire un percorso diverso teso verso il Massimo recupero Funzionale Possibile.
Perchè devi guardare le gare delle tue avversarie, devi essere pronta a rientrare la gara dopo , pur con il dolore lancinante, per tenere stretta la tua qualificazione.
Così Daniela ti manteneva allenata in piscina, ti faceva tirare di scherma dentro l’acqua, ripetere quei gesti cosi familiari e allo stesso tempo cosi’ impacciati, perché non eri piu’ nel tuo ambiente naturale.
Ma scherzavi però, per non sentire il dolore, facevi di ogni seduta in piscina il tuo palcoscenico, rubavi la cuffia alle signore, sfidavi il rugbista Bimbo a tuffarsi a bomba, davi soprannomi e trascinavi tutto il gruppo.
Tu, che sei una trascinatrice, e che in quei giorni non potevi trascinare le tue compagne alla qualificazione. Tu che soffrivi per questo, forse piu’ che per il tuo piede.
Poi il fine settimana non ce la facevi piu’, e scappavi nella tua Napoli, a soffrire da sola davanti al computer, seguendo in diretta le gare delle tue avversarie.
Sei partita per la Francia, per far vedere che c’eri ancora, e non ce l’hai fatta. Sei andata a bordo pedana a spronare le tue compagne per una qualificazione impossibile. E sei stata la prima a scoppiare in lacrime.
Ma tu hai stretto i denti, hai dormito tutte le notti con la magneto terapia attaccata al piede, che al primo movimento si metteva a suonare, e ti svegliava dai tuoi incubi. Poi hai sofferto sotto le onde d’urto, sotto le mani di maurizio, lontano dai tuoi.
Ma alla fine sei tornata. Sarai a Pechino. E ci sarai come volevi tu, con un podio conquistato nel finale di coppa, tu di nuovo accanto alle piu’ forti.
Noi siamo sereni, sei tornata.
Il tuo ambiente naturale è questo, è il sapore della grande sfida che ti fa rinascere.
Gioia è tornata.
Gioia sa dove vuole andare.
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