martedì 29 luglio 2008

Gigi l'ingestibile




Luigi “Gigi” Tarantino, uno che ha il vizio di vincere. La sua prima medaglia internazionale risale al 1995, l’ultima al 2007. Per la cronaca proprio nel 1995 è stato campione del mondo individuale di scherma. A 36 anni lo sciabolatore napoletano si prepara alla sua terza Olimpiade (Atlanta, bronzo a squadre, ed Atene, argento a squadre, le altre) con tutte le ambizioni giuste per fare un'altra bella figura. E soprattutto dopo aver passato un periodo di riabilitazione presso il Centro Isokinetic di Roma. Gigi è entrato nel centro diretto da Diana Bianchedi nell’aprile del 2008, quando le sue speranze di andare a pechino erano ridotte ad un lumicino, e con un solo mese davanti per provarci. La diagnosi era di quelle che fanno paura: lesione muscolare di secondo grado, su di una recidiva.
Il suo essere sempre e comunque genio e sregolatezza lo rendono un personaggio al di sopra del comune, ma questo i suoi muscoli non sempre l’hanno capito.
Non l’hanno capito quando lui, fresco campione del mondo , mentre stava trascinando la squadra sul 44 a 40 , ha sentito un dolore insopportabile all’anca e ha lasciato il campionato del mondo cosi’, su di un ambulanza, con i compagni attoniti ed incapaci di mettere a segno l’unica e ultima stoccata.
E cosi’ gli anni di mille battaglie si leggono tutti in quelle cicatrici disseminate sui muscoli, nello stesso tempo potenti e fragili come cristalli.
Profonde cicatrici, dentro e fuori. Dentro, quelle lasciate dal tecnico Bauer, che ne aveva minato le sicurezze e lo aveva allontanato dalla squadra, anche se con un argento olimpico al collo.
Profonde cicatrici quindi, sempre pronte ad aprirsi di nuovo, magari sul piu’ bello.
E cosi la sfida nella sfida.
Da un lato chiedere al proprio talento e cuore di credere ancora in una qualificazione impossibile, dall’altro ad una gamba segnata di dare sempre il 110 %.
La sfida piu’ grande è stata crederci.
Tutti insieme.
Gigi l’ingestibile, Gigi l’eclettico, ha lasciato la sua casa a Napoli per dormire in una stanza all’Acquaacetosa, si è infilato tutti i giorni la cuffia e ha lavorato in piscina, con Diana Bianchedi che passeggiava al suo fianco vasca dopo
vasca per distrarlo, barando sul tempo rimanente, con Daniela che lo spronava dentro l’acqua.
Gigi che urlava sotto le mani di Maurizio, che sudava sulla ciclette , che sfidava la macchina isocinetica per superare gli altri atleti.

Gigi che sotto gli occhi di rugbisti perplessi faceva affondi sul campo, con Daniele attento ad allontanargli la tentazione di calciare un pallone.
Gigi che è tornato alle gare e ha vinto, e dopo la vittoria correva su e giu’ per il corridoio dell’albergo , per ridare ossigeno a quei muscoli provati.
Gigi che ha vinto di nuovo, da solo e con la sua squadra. Gigi che ha ritrovato lo sguardo d’intesa con il Ct e con i suoi compagni.
Gigi che ha chiuso la stagione di coppa da numero uno nel mondo.
Gigi è sempre Gigi, ma forse qualche cosa è cambiato.
O forse semplicemente il campione del Mondo è tornato.

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