martedì 29 luglio 2008

Margherita Granbassi


Il sorriso di Margherita Granbassi è trascinante. Sarà anche per questo che l’atleta triestina, residente a Terni, quando sale in pedana col suo fioretto, è sempre vincente. La sua ultima vittoria in termini cronologici risale a questo stesso mese di luglio, quando a Kiev (Ucraina) ha conquistato la medaglia d’argento agli Europei di fioretto. “Marghe” però va a Pechino come una delle atlete da battere visto che nelle ultime due edizioni dei Campionati del Mondo si è classificata prima a Torino nel 2006 e seconda a San Pietroburgo nel 2007. Pechino rappresenta la sua seconda chance olimpica e dopo quello che ha passato lo scorso inverno, per l’Isokinetic di Roma è un risultato straordinario la sua presenza in terra cinese. Perché qualche mese fa Margherita ha preso una decisione forte, fortissima.
Con un oro e un argento mondiali al collo, nell’anno della qualificazione olimpica, ha scelto di fare un intervento al ginocchio.
Quel ginocchio che si ruppe proprio il giorno prima della partenza per il suo primo campionato del mondo.
Lesione del legamento crociato allora.
Da allora sofferenza, sempre, perdita di tono muscolare e ora un nome che da solo spaventa: condropatia, severa.
Marghe è cosi, sorride - sorride sempre. E poi fa cose che spiazzano il mondo.
Solo i piu’ attenti riescono a notare che i suoi splendidi occhi luminosi a volte si inumidiscono, impercettibilmente, per un attimo, si velano.
Ma lei sorride. E stringe i denti. Ha fatto cosi’ quando il prof Ferretti le ha detto: Marghe, questo ginocchio ti farà sempre un po’ soffrire.
E non deve essere facile vedere che la stagione olimpica inizia e tu non ci sei.
Vedere che le tue avversarie si sfidano e tu non ci sei.
Tu sfidi l’isocinetica, il dolore, la fatica.
Tu sfidi la voglia di tornare a respirare il clima di gara, tu sfidi te stessa e il tuo dolore.
Sorridi a Salzburg, al ritorno in coppa del Mondo, quando vedevi i tuoi amici dell’Isokinetic farti il tifo ed applaudirti sul podio, che hai centrato al tuo ritorno.
Ma dai tuoi occhi mancava ancora quella luce.

Allora sei tornata di nuovo in piscina, in palestra, sotto le mani di Armando, sotto lo sguardo di Guido Brunetti, il preparatore della nazionale che ti seguiva sempre anche qui.

Sei tornata e ripartita, per l’Asia, per il Sud America, per gli Stati Uniti.
E la coppa del mondo finiva e il tuo ginocchio era sempre li, a farsi sentire. E in ogni messaggino si intravedeva che no, tu volevi di piu’.
Dopo un anno cosi’ hai deciso comunque di andare agli europei.
Sei partita con una spinta nuova, dopo aver parlato con il tuo staff medico, dopo aver visto i risultati strabilianti di un test isocinetico che non avremmo osato sognare, sei partita diversa.
Il mondo ha capito che sei tornata, con quella medaglia continentale stretta in mano.
E la luce finalmente si è riaccesa…

Gioia Marzocca




Gioia Marzocca, nata a Lecco e residente a Napoli, è una di quelle sciabolatrici che trovi sempre nei piani più alti del podio, che siano europei, mondiali o olimpici. Il culmine, per adesso della sua carriera è stato ai Mondiali del 2003 quando vinse l’oro a squadre ed il bronzo individuale. Anche per lei l’approdo a Pechino è passato attraverso il quieto porto dell’Isokinetic Roma dove Gioia ha svolto un lavoro di riabilitazione a causa di una frattura da stress al sesamoide del piede destro.
Quando inizia un anno olimpico si fanno programmi, progetti, sogni.
E se al collo hai una medaglia mondiale, questi sogni sono ancora piu’ forti.
La stagione è lunga, le forze vanno dosate, i carichi di lavoro studiati a tavolino, i periodi di carico ben ponderati, niente deve turbare questa programmazione maniacale.
E invece c’è quel fastidio, quel dolore che va e viene, e poi non se ne va piu’, poi non ti fa piu’ camminare.
Tu, che nella tua energia, nella tua esplosività dirompente trovi la stoccata vincente, entri all’Isokinetic zoppicando vistosamente, con gli occhi gonfi e il cuore svuotato.
Quelle lastre che porti con te lasciano poche speranze: frattura da stress, recidiva.
Il campione di basket NBA Iao Ming, con la stessa diagnosi a distanza di pochi giorni, decide per l’intervento chirurgico.
Tu no, tu non puoi. Per te la Dottoressa Chozzi vuole costruire un percorso diverso teso verso il Massimo recupero Funzionale Possibile.
Perchè devi guardare le gare delle tue avversarie, devi essere pronta a rientrare la gara dopo , pur con il dolore lancinante, per tenere stretta la tua qualificazione.
Così Daniela ti manteneva allenata in piscina, ti faceva tirare di scherma dentro l’acqua, ripetere quei gesti cosi familiari e allo stesso tempo cosi’ impacciati, perché non eri piu’ nel tuo ambiente naturale.
Ma scherzavi però, per non sentire il dolore, facevi di ogni seduta in piscina il tuo palcoscenico, rubavi la cuffia alle signore, sfidavi il rugbista Bimbo a tuffarsi a bomba, davi soprannomi e trascinavi tutto il gruppo.
Tu, che sei una trascinatrice, e che in quei giorni non potevi trascinare le tue compagne alla qualificazione. Tu che soffrivi per questo, forse piu’ che per il tuo piede.
Poi il fine settimana non ce la facevi piu’, e scappavi nella tua Napoli, a soffrire da sola davanti al computer, seguendo in diretta le gare delle tue avversarie.
Sei partita per la Francia, per far vedere che c’eri ancora, e non ce l’hai fatta. Sei andata a bordo pedana a spronare le tue compagne per una qualificazione impossibile. E sei stata la prima a scoppiare in lacrime.
Ma tu hai stretto i denti, hai dormito tutte le notti con la magneto terapia attaccata al piede, che al primo movimento si metteva a suonare, e ti svegliava dai tuoi incubi. Poi hai sofferto sotto le onde d’urto, sotto le mani di maurizio, lontano dai tuoi.
Ma alla fine sei tornata. Sarai a Pechino. E ci sarai come volevi tu, con un podio conquistato nel finale di coppa, tu di nuovo accanto alle piu’ forti.
Noi siamo sereni, sei tornata.
Il tuo ambiente naturale è questo, è il sapore della grande sfida che ti fa rinascere.
Gioia è tornata.
Gioia sa dove vuole andare.





Gigi l'ingestibile




Luigi “Gigi” Tarantino, uno che ha il vizio di vincere. La sua prima medaglia internazionale risale al 1995, l’ultima al 2007. Per la cronaca proprio nel 1995 è stato campione del mondo individuale di scherma. A 36 anni lo sciabolatore napoletano si prepara alla sua terza Olimpiade (Atlanta, bronzo a squadre, ed Atene, argento a squadre, le altre) con tutte le ambizioni giuste per fare un'altra bella figura. E soprattutto dopo aver passato un periodo di riabilitazione presso il Centro Isokinetic di Roma. Gigi è entrato nel centro diretto da Diana Bianchedi nell’aprile del 2008, quando le sue speranze di andare a pechino erano ridotte ad un lumicino, e con un solo mese davanti per provarci. La diagnosi era di quelle che fanno paura: lesione muscolare di secondo grado, su di una recidiva.
Il suo essere sempre e comunque genio e sregolatezza lo rendono un personaggio al di sopra del comune, ma questo i suoi muscoli non sempre l’hanno capito.
Non l’hanno capito quando lui, fresco campione del mondo , mentre stava trascinando la squadra sul 44 a 40 , ha sentito un dolore insopportabile all’anca e ha lasciato il campionato del mondo cosi’, su di un ambulanza, con i compagni attoniti ed incapaci di mettere a segno l’unica e ultima stoccata.
E cosi’ gli anni di mille battaglie si leggono tutti in quelle cicatrici disseminate sui muscoli, nello stesso tempo potenti e fragili come cristalli.
Profonde cicatrici, dentro e fuori. Dentro, quelle lasciate dal tecnico Bauer, che ne aveva minato le sicurezze e lo aveva allontanato dalla squadra, anche se con un argento olimpico al collo.
Profonde cicatrici quindi, sempre pronte ad aprirsi di nuovo, magari sul piu’ bello.
E cosi la sfida nella sfida.
Da un lato chiedere al proprio talento e cuore di credere ancora in una qualificazione impossibile, dall’altro ad una gamba segnata di dare sempre il 110 %.
La sfida piu’ grande è stata crederci.
Tutti insieme.
Gigi l’ingestibile, Gigi l’eclettico, ha lasciato la sua casa a Napoli per dormire in una stanza all’Acquaacetosa, si è infilato tutti i giorni la cuffia e ha lavorato in piscina, con Diana Bianchedi che passeggiava al suo fianco vasca dopo
vasca per distrarlo, barando sul tempo rimanente, con Daniela che lo spronava dentro l’acqua.
Gigi che urlava sotto le mani di Maurizio, che sudava sulla ciclette , che sfidava la macchina isocinetica per superare gli altri atleti.

Gigi che sotto gli occhi di rugbisti perplessi faceva affondi sul campo, con Daniele attento ad allontanargli la tentazione di calciare un pallone.
Gigi che è tornato alle gare e ha vinto, e dopo la vittoria correva su e giu’ per il corridoio dell’albergo , per ridare ossigeno a quei muscoli provati.
Gigi che ha vinto di nuovo, da solo e con la sua squadra. Gigi che ha ritrovato lo sguardo d’intesa con il Ct e con i suoi compagni.
Gigi che ha chiuso la stagione di coppa da numero uno nel mondo.
Gigi è sempre Gigi, ma forse qualche cosa è cambiato.
O forse semplicemente il campione del Mondo è tornato.

lunedì 28 luglio 2008

L'incontro di oggi




Un incontro per scambiarsi gli auguri di buone vacanze ma soprattutto per augurare “In bocca al lupo” ai tre schermidori della “squadra Isokinetic” in partenza per le Olimpiadi di Pechino. Questa mattina, lunedì 28 luglio, presso il centro Isokinetic di Roma, Margherita Granbassi e Gigi Tarantino hanno incontrato i giornalisti per raccontare insieme allo staff del centro di riabilitazione, il loro difficile inverno per guadagnarsi la qualificazione olimpica. Mancava solo Gioia Marzocca che alle prese con un problema familiare e con l’imminente viaggio verso la Cina ha ovviamente chiesto di inviare solo un saluto telefonico. Con Diana Bianchedi, Direttrice del Centro Isokinetic e la Dottoressa Federica Chiozzi, i giornalisti hanno affrontato le tappe della riabilitazione sportiva di Margherita e Gigi: la prima alle prese con una grave condropatia associata ad una tendinopatia del tendine rotuleo del ginocchio sinistro, il secondo con una recidiva di lesione muscolare del retto femorale della gamba sinistra. Dopo le spiegazioni mediche e tecniche, si è passati alla dimostrazione pratica di alcuni degli esercizi del percorso di riabilitazione che i due schermidori hanno affrontato nel centro Isokinetic. Così insieme ad Armando Biondi,il responsabile dei terapisti del centro romano, la Granbassi si è seduta sulla macchina dell’isocinetica mimando gli sforzi importanti che la macchina stessa richiede, mentre Tarantino in compagnia di Daniela Grande (che insieme a Maurizio Astarita, Valentina Damiano e Daniele Bonanno compone lo staff dei terapisti) ha effettuato qualche minuto di stretching dei polpacci.E poiché alla Isokinetic si curano soprattutto le persone che hanno un problema, c’è stato ampio spazio anche per gli aneddoti: quelli su Gigi Tarantino insofferente alle cure e smanioso di tornare in pedana al più presto possibile e quelli su Margherita Granbassi, silenziosa e determinata a raggiungere il suo obbiettivo con freddezza. All’uno talora per invogliarlo a continuare gli esercizi, è stato necessario raccontare una piccola bugia sul tempo rimanente per completare i giri in piscina, con l’altra la difficoltà di incastrare le sedute di riabilitazione all’interno di un calendario fitto di impegni anche extrasportivi. Prima delle interviste di rito e delle foto di gruppo, è stato anche presentato ufficialmente il diario che Diana Bianchedi terrà da Pechino sul sito internet della Isokinetic: dal 9 agosto e per tutta la durata delle gare di scherma, DB, come viene chiamata l’ex campionessa olimpica di fioretto ed oggi Medico dello Sport, racconterà le giornate a cinque cerchi degli atleti Isokinetic: foto, video, interviste, commenti. Tutto su www.isokinetic.com con il titolo che è oramai diventato uno slogan : Isokinetic a Pechino, tre atleti, un sogno. Quello di una medaglia, naturalmente.

Ricostruiamo i sogni perchè


Perché tutti da noi, trovano persone specializzate, pronte ad ascoltare persone che hanno bisogno.

Così oggi, lunedì 28 luglio, le persone Gigi, Gioia e Margherita, racconteranno la loro storia di un sogno: quello olimpico. E perché questo sogno che solo pochi mesi fa era solo una visione notturna oggi è una realtà solidissima.

Il volo per Pechino parte questa sera alle 20, dunque c’è tempo per ascoltarli e vederli.
E per capire che ogni persona ha un sogno. E che da noi può cercare la strada per viverlo.
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